Sottomissione, Michel Houellebecq

Schermata 2015-02-02 alle 22.52.46Ho trovato il coraggio, l’ho letto e l’ho finito.
Impressioni a caldo.
Liscio, interessante, possibile. Prosa agevole, anche se forse succede tutto troppo in fretta: un anno di calendario tra le elezioni di un presidente mussulmano in Francia e la scomparsa delle minigonne in pubblico.
Molti stereotipi tratteggiano un prossimo (sicuramente distopico) futuro, in cui le donne occidentali sono tutte infelici, mentre i maschi hanno (ancora!) il potere (politico, intellettuale, mediatico).

Il romanzo è un punto di vista, per ciò stesso molto selettivo: quello di un accademico svogliato, ateo, nichilista (nel senso dato da Turgenev) che in realtà tradisce un certo livello di narcisismo, che si realizza nell’adorazione (dei suoi studenti, soprattutto i dottorandi) e nell’appagamento sessuale (con le sue studentesse, che, per metus reverentialis?, si concedono alternandosi con cadenza annuale).

Proprio le donne, che qui sono poco più che un amabile “buco”, un “culetto” ben tornito, isteriche in carriera o cuoche sottomesse, sono l’elemento sfiorato, sbiadito, mancante, minore perché (ritenuto) minorato, che pare uscirne inesorabilmente sconfitto: non si sa nulla di come abbiano affrontato passivamente, ad esempio, l’allontanamento permanente dal lavoro, dalle scuole, dalle istituzioni, ancorché in cambio di lauti assegni (per le mamme) o di matrimoni – ovviamente poligamici – con accademici dagli stipendi stellari.

Oltre alle interpretazioni auliche (intendo i riferimenti generosi a Dostoevskij e all’inarrivabile Grande Inquisitore fatti da critici autorevoli) sulle difficoltà e sulla stanchezza che nel tempo comporta una smodata (e scostumata) libertà (che poi, di questo parla Rediger, il preside islamista dell’Università finanziata con i petrodollari sauditi, e non il protagonista, che invece vive subendo il cambiamento, peraltro non essendo nemmeno stato a votare), a me sembra che il protagonista sia piuttosto sopraffatto dal suo personalissimo conflitto con le donne (madri, colleghe, amanti): Myriam su tutte, che gli tiene testa e che, unica a salvarsi, abbandona la Francia, lasciando indietro i francesi immobili e sussurrando a noi, tra le righe, che un folle delirio non va combattuto ad ogni costo. In fondo, resti pure a farsi sottomettere (la donna all’uomo, l’uomo alla religione), chi vuole.

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